Bruno Fusero, Dissonanze Atemice, 1996

Fusero va alla ricerca di una nuova iconologia più vicina all’arte astratta. Consapevole della complessa realtà circostante, l’artista ne ricrea una rappresentazione a volte onirica a volte simbolica nel discostamento da regolarità morfologiche. Le forme sono appena accennate così da generare una leggerezza piena di suggestioni oppure si avvicinano a una concretezza materica.
(Hannes Hofstetter)
La sua posizione nel contesto dell’arte attuale è spesso in bilico tra la dissociazione delle tecniche tradizionali e l’invenzione di nuovi processi esecutivi, passa disinvoltamente dal „ materico allo speculare“. Certi suoi dipinti sono realizzati con ricercata nitidezza e fisicità altri sembrano superfici rupestri cariche di stratificazioni depositate dal tempo e dalle intemperie. Nulla nelle sue opere è gradevolmente piacevole, ma neanche compiacimento del contrario…
( Dedalo Montali)
Pittura, come rapporto fra l’ambiente e il sogno, fra il segno graffito e le immagini, fra le strutture e l’invenzione di un territorio inesplorato della memoria. Fusero richiama l’osservatore su un universo di sottili emozioni che presiedono alla formulazione del dettaglio pittorico, alla piena determinazione di spaziali entità astratto-materiche, alla continua ricerca di un’area geografica dove l’articolarsi inesausto e frammentario della linea crea un tessuto urbano permeato dalla luce atmosferica.
( Angelo Mistrangelo)

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